Baghdad
– Roma: con la telemedicina l’Iraq e l’Italia
più vicini
16 aprile 2007
News:
Il centro di ematologia pediatrica di Baghdad è rimasto coinvolto
in uno dei tanti attentati-bomba che affliggono il Paese. Fortunatamente
non ci sono state vittime tra il personale dell’ospedale.
Ma, nonostante le precarie condizioni di sicurezza, continuano le
sessioni settimanali di telemedicina con Roma che, oltre ad una
valenza pratica oramai assodata, assumono sempre di più il
valore di sostegno e solidarietà alla comunità medica
e scientifica irachena, costretta a lavorare in condizioni sempre
più ardue.
Nelle scorse settimane sono anche proseguiti i contatti con i centri
ematologici di Erbil e Bassora, con l’intento di estendere
anche lì quanto prima il programma di telemedicina.

Il progetto
Il Programma nasce dalla collaborazione tra INTERSOS, Telbios, l’Università
La Sapienza di Roma, il Policlinico Umberto I, il Children Welfare
Teaching Hospital di Baghdad e l’Agenzia Spaziale Europea
ed è sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri Italiano.
Ogni giovedì i medici del CWTH incontrano per consulti, training
e scambi scientifici medici italiani. La collaborazione è
incentrata sia sui consulti e sul training per linfomi e leucemie
infantili, sia sulla chirurgia pediatrica, grazie all’impegno
dei medici del Policlinico Umberto I (soprattutto della dottoressa
Annamaria Testi del dipartimento di Ematologia e del professor Alberto
Angelici, chirurgo e consulente scientifico di INTERSOS) e di altri
ospedali romani.
L’obiettivo è di consentire, in una condizione di emergenza
e in un’area ad alto rischio, la collaborazione scientifica
e clinica tra i medici di Baghdad e quelli dell’Università
di Roma.
Contestualmente si punta anche a migliorare le condizioni del CWTH
di Baghdad mediante un contatto continuo, via satellite ed in presenza,
con centri di eccellenza italiani per operazioni di consulto e training
e mediante la fornitura di medicinali ed equipaggiamenti diagnostici.
Ad oggi sono stati discussi oltre 65 casi durante 26 sessioni di
teleconsulto ed effettuati 22 seminari sulle patologie ematologiche.
Sin dall’inizio del programma è proseguita la raccolta
dei dati clinici sui pazienti che hanno avuto accesso al protocollo
di cura per la Leucemia Acuta Promielocitica (LAP). L’ “Haematological
Journal” ha pubblicato, ad aprile del 2006, l’analisi
e la raccolta di tali dati, a conferma dell’alto livello scientifico
del programma in oggetto.
Scrive uno dei medici di Baghdad ad Alessandro Guarino, responsabile
del programma per INTERSOS:
“Dear Alessandro,
you ask me my opinion about the last telemedicine sessions.In fact
the Telemedicine program now is more established and the last session
for us was a celebration, not just a meeting, as we could change
the diagnosis of three cases through this cooperation.
What happened in these two hours per week gave us the power to continue
(in addition to our commitments) but during these hours we feel
that we are out of the daily agonizing stress sharing with other
friends some of the scientific activities and in spite of all unbelievable
obstacles we are improving ourselves.
Hoping that the security issue will not be an obstacle to continue
this program.
with best regards”
aprile 2007
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