INTERSOS IN IRAQ

Documentazione …

INTERSOS ha effettuato la sua prima missione in Iraq nel dicembre 2002. In quell’occasione è stata avviata una collaborazione con l’ospedale pediatrico universitario Al Mansur di Baghdad ed in particolare con il dipartimeattivita' intersosnto di oncoematologia. Alla fine dei combattimenti siamo tornati in Iraq con un carico di medicinali e materiali sanitari per la pediatria il 14 aprile 2003, percorrendo una strada deserta, dal confine giordano a Baghdad, ed entrando in una città dove ancora roventi erano i segni della guerra. Ospedali pieni di feriti sistemati fin nell’atrio, mancanza di elettricità, mancanza di acqua.

Ci siamo ritornati per contribuire a rispondere ad alcuni dei bisogni più urgenti, ma anche con una precisa collocazione umanitaria. Non si è trattato di posizionamenti politici di parte, che non competono ad un’organizzazione umanitaria, ma di scelte di coerenza che hanno guidato Intersos. Ci siamo espressi a più riprese, denunciando la dispotica dittatura di Saddam ma ritenendo al contempo illegittime le forzature unilaterali al di fuori del contesto delle Nazioni Unite. Ci siamo quindi dichiarati contrari alla guerra e contrari all’invio di una forza militare itattivita' intersosaliana priva dell’indispensabile legittimazione internazionale. Abbiamo considerato le forze militari della Coalizione come vere e proprie forze di occupazione data l’assenza del mandato dell’Onu, e abbiamo rifiutato ogni contatto con i contingenti militari. Abbiamo poi valutato in modo estremamente negativo la superficiale conoscenza della realtà irachena che ha portato a scelte sconsiderate e cariche di gravi conseguenze, l’arrogante sottovalutazione del diritto internazionale umanitario, specie in un contesto in cui si intendeva portare diritto e democrazia, l’impreparazione e incapacità dimostrata dai nuovi occupanti nella gestione del paese, che ha continuato a lungo a soffrire della carenza dei servizi essenziali e delle opportunità di lavoro di fronte ad un crescente costo della vita, un’insicurezza diffusa ed incerte prospettive politiche.
 
Coerente con le posizioni assunte è stato il programma di Inattivita' intersostersos in Iraq, dall’aprile 2003 ad oggi, che ha visto l’impegno di una sessantina di operatori umanitari italiani ed internazionali e più di 500 operatori iracheni. Molte le attività: sostegno a sei ospizi per anziani due dei quali ristrutturati/costruiti a Baghdad, supporto all’ospedale pediatrico universitario e formazione scientifica del personale medico su leucemie e linfomi, creazione di spazi di aggregazione per i ragazzi nelle periferie urbane di Baghdad e Bassora, accoglienza dei rifugiati iracheni di ritorno nelle regioni meridionali, soccorso, assistenza legale e tutela agli sfollati interni, bonifica di aree infestate da mine e ordigni esplosivi, formazione di sminatori e informazione diffusa sul rischio rappresentato dalle mine, formazione di operatori sociali, programmi per l’infanziaattivita' intersos. A Baghdad, Ramadi, Mosul, Karbala, Diwanyia, Bassora, Nassiryia, Soulemaniya, Dohuk. Si è voluto portare un segnale di pace in modo diffuso. Ogni nostra scelta si è basata sui principi umanitari universalmente riconosciuti: imperativo umanitario, indipendenza, non subalternità ad alcuna esigenza di ordine politico o ideologico, imparzialità, neutralità, non discriminazione, ascolto attento delle aspirazioni delle popolazioni.

Tra il 2005 e il 2006 si è man mano ridotta la presenza degli operatori italiani, prima nelle regioni centrali e poi anche in quelle meridionali. Dal 2006 infatti, la sede operativa di Intersos si trova a Quwait City, a pochi chilometri dal confine iracheno. La precarietà delle condizioni di sicurezze e il crescente rischio sequestri ci ha obbligati a questa scelta e gli ultimi operatori italiani hanno lasciato l’Iraq nel mese di maggio. Le attività all’interattivita' intersosno del paese sono ora interamente gestite dal circa duecento operatrici e operatori iracheni. Solo a Dohuk, nel Kurdistan, sono continuate le attività di formazione con la partecipazione diretta del personale italiano.

Nel 2008 le aree di intervento rimangono sostanzialmente le stesse: i Governatorati del sud del paese, Baghdad e il Kurdistan.
Nelle regioni del Sud Intersos interviene a sostegno dei rifugiati che tornano, degli sfollati interni e delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione, con particolare attenzione ai bambini: distribuzione di cibo e generi di prima necessità, assistenza legale, piccoli progetti ad impatto rapido, formazione, servizi sociali. Sono inoltre sviluppati interventi di educazione contro il rischio rappresentato dalle mine e dagli ordigni inesplosi rivolti ai bambini e alle comunità nelle areeattivita' intersos maggiormente inquinate.
A Baghdad continua il programma di telemedicina che coinvolge il Children Welfare Teaching Hospital e il Policlinico Umberto I di Roma e prevede: un regolare collegamento via satellite tra medici iracheni e italiani, per consultazioni sui protocolli terapeutici e formazione a distanza; incontri seminariali di approfondimento scientifico. Il programma è in corso di ampliamento anche nelle città di Erbil in Kurdistan e Bassora al sud.
In Kurdistan, a Dohuk, è terminato nel mese di febbraio 2008 un programma pluriennale di formazione del personale del ministero degli affari sociali iracheno sulle tematiche della protezione dei bambini e dei più vulnerabili.

 

LE ATTIVITÀ DI INTERSOS IN IRAQ DAL 2003 AD OGGI
(più di 1,5 milioni di persone assistite)

1. Assistenza all'Ospedale pediatrico universitario di Baghdad e programma di telemedicina e e-learning (Maggio 2003 - in corso)
Si è provveduto a fornire farmaci necessari al trattamento delle leucemie e dei linfomi dei bambini/e assistiti e ad assicurare adeguata formazione e aggiornamento professionale al personale medico con corsi specialistici sia in Iraq che in Italia; è stato avviato un programma di telemedicina, in collaborazione con l’Università “La Sapienza”- Policlinico Umberto I di Roma, Telbios, l’Agenzia Spaziale Europea, con regolare collegamento via satellite tra medici iracheni e italiani, per consultazioni sui protocolli terapeutici e formazione a distanza. Il progetto è stato finanziato da: Task Force Iraq del MAE, Regione Lazio, fondi privati Intersos, con un significativo apporto volontario dei medici e personale del Policlinico Umberto I e di Telbios.

Per saperne di più:
Telemedicina 2008 …
Come è nato il programma di Telemedicina …
Risultati telemedicina 2005-2007…

2. Supporto al rimpatrio volontario, alla tutela e al reinserimento di rifugiati e sfollati iracheni nelle regioni meridionali (Luglio 2003 – in corso)
L'intervento, in collaborazione con l’UNHCR, ha due fasi. La prima volta a sostenere le famiglie di rifugiati che volontariamente optano per il ritoattivita' intersosrno dai paesi confinanti (Arabia Saudita e Iran) nei propri luoghi di origine, assistendole nell'accoglienza e nel reinserimento, con particolare attenzione ai casi più vulnerabili. Le attività consistono in: accoglienza e accompagnamento dal confine al centro di transito di Bassora, e aiuto a rientrare nei propri villaggi nei Governatorati di Bassora, Thi Qar, Mathanna, Diwaniya e Najaf, sostenendo le famiglie più bisognose. Per capire le condizioni del reinserimento dei rifugiati nei villaggi e città di ritorno è stato realizzato uno studio sullo stato dei servizi e delle risposte ai bisogni sociali in particolare nei Governatorati di Bassora e di Thi Qar.
La seconda fase, dal 2006, si rivolge prevalentemente alle comunità sfollate che, in decine di migliaia di persone, hanno abbandonato le regioni centrali per trovare protezione e accoglienza in quelle meridionali, e alle comunità più bisognose e vulnerabili. Le attività consistono prevalentemente in: distribuzione di beni essenziali per l’igiene, la cucina, la conservazione dell’acqua ecc.; fornitura di materiali per la costruzione/sistemazione delle abitazioni e per la potabilizzazione dell’acqua; assistenza ai rifugiati che ritornano in patria; protezione, centri di assistenza sociale, iniziative di supporto psico-sociale; attività generatrici di reddito, addestramento professionale.

Per saperne di più:

YouTube. Click here to watch this amazing video showing activities related to the building of shelters in Al-Chibayish, in Thi-Qar Governorate, Southern Iraq. These activities were realized within a larger projecattivita' intersost - implemented by Intersos and funded by UNHCR in 2007 - meant to provide humanitarian assistance, voluntary repatriation and protection-oriented activities to individuals and communities impacted by internal displacement in Southern Iraq. The video was realized by Nicola D'Elia, ex-Project Manager at Intersos Mission for Iraq.)

3. Risposta all’emergenza mine e ordigni esplosivi: informazione ed educazione al rischio (Luglio 2007 – in corso)
Data l’alta presenza di mine e ordigni esplosi nelle regioni meridionali dell’Iraq il programma, realizzato in partnership con l’UNICEF, prevede una serie di attività educative ai bambini (anche attraverso il gioco, rappresentazioni teatrali, filmati) sul pericolo rappresentato da tali ordigni e sulle regole di comportamento in caso di ritrovamento. Attraverso i bambini si raggiungono anche gli adulti nelle varie comunità. I bambini sono chiamati e responsabilizzati ad essere diffusori a loro volta, tra i loro coetanei, di quanto appreso.

4. Sistema di risposta ai bisogni dei bambini in grave vulnerabilità e delle loro comunità nelle regioni meridionali (Maggio 2008 – in corso)
Si tratta di un intervento in favore dei bambini iracheni nei Governatorati di Muthanna, Basrah, Thi-Qar, Qadissiya and Najaf nell’Iraq meridionale, in partnership con l’UNICEF, le autorità locali e le organizzazioni della società civilattivita' intersose. La priorità è data alle comunità più povere e vulnerabili. Le attività prevedono: 1. identificazione delle comunità e dei bisogni più urgenti; 2. gestione di tre magazzini a Bassora, Najaf e Nassiriya con generi di prima necessità e loro distribuzione ai gruppi identificati; 3. protezione, rafforzamento dei servizi sociali e realizzazione di microprogetti a rapido impatto; 4. partecipazione e coinvolgimento attivo degli attori sociali nei cinque governatorati. Le attività si integrano con quelle previste dal progetto, in collaborazione con l’UNHCR, a sostegno degli sfollati interni e delle popolazioni vulnerabili negli sessi Governatorati, al fine di garantire una più ampia copertura dei bisogni.

5. Formazione di operatori sociali a Dohuk, Kurdistan (Novembre 2004 – Febbraio 2008)
Sono stati realizzati a Dohukn nella regione settentrionale del Kurdistan, 24 moduli formativi per la riqualificazione e formazione di operatori sociali, insegnanti e funzionari del Ministero degli Affari Socialiattivita' intersos iracheno. Ogni modulo è stato dedicato all’approfondimento di uno specifico tema (disabilità, bambini di strada…) con l’obiettivo di delineare efficaci linee di azione per gli interventi operativi e di proporre innovazioni al curriculum formativo degli operatori sociali del ministero. Dei moduli formativi hanno beneficiato 414 operatori sociali e insegnati provenienti da tutte le regioni dell’Iraq. Il programma è stato realizzato con il sostegno finanziario dell’UNICEF.

6. Contributo all’edificazione del Centro accoglienza anziani di Baladiyat, Baghdad (2007)
Grazie al finanziamento della Task Force Iraq del MAE, si è provveduto al completamento della costruzione della casa di riposo per anziani bisognosi di Baladiyat, a Baghdad ed alla fornitura degli arredi necessari. Il progetto è stato realizzato in partnership con la diocesi cristiano-caldea di Baghdad.

7. Assistenza urgente agli sfollati interni nel Governatorato di Bassora (2007)
Sempre grazie al contributo della Task Force Iraq del MAE, sono stati assicurati cibo e assistenza a circa 9.000 persone sfollate nel Governatorato di Bassora dalle regioni centrali a causa della crescente insicurezza, ed in paattivita' intersosrticolare dalle città di Baijy, Al-Anbbar, Ar-Ramady e Abu-Ghareb. Le attività sono state realizzate in partnership con l’Iraqi Aid Committee (IRAC). Si è provveduto alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità per un periodo di sei mesi.

8. Protezione dell'infanzia nelle periferie di Baghdad e Bassora (Agosto 2003 – Dicembre 2006)
L’intervento ha inteso creare spazi di socializzazione per bambini e ragazzi con lo scopo di alleviare, tramite attività ricreative ed educative e adeguato supporto psicologico, la tensione accumulata durante il periodo bellico, di contenere il fenomeno dei ragazzi di strada, di prevenire forme di devianza. Si tratta della costituzione, nei quartieri periferici più popolati, di centri di aggregazione con attività sportive, educative, artigianali e sociali. Il primo centro è già stato realizzato, con successo, nel quartiere di Baya'a a Baghdad, con presenze quotidiane di alcune centinaia di bambini/e e ragazzi/e e per un bacino di utenza di 12.000 dai 5 ai 18anni. Il secondo è stato avviato a Bassora, nel quartiere Muwafakia, nel febbraio 2004 e le attività stanno tuttora continuando, in coordinamento con il ministero degli Affari sociali. Il progetto è stato realizzato grazie ai finanziamenti dell’UNICEF e delle Federazioni sindacali dei lavoratori bancari con l’ABI.

9. Squadre di intervento rapido per la bonifica dei terreni infestati da mine e ordigni esplosivi ed educazione sul pericolo mine nel Governatorato di Bassora (Giugno 2003 – Maggio 2006)
Il progetto ha potuto: garantire la sicurezza delle popolazioni nel territorio, bonificando le aree infestate da mine e altri ordigni esplosivi; formare squadre di operatori locali alle attività di sminamento e bonifica umanitari e fornire loro leattrezzature necessarie; educare, con appositi corsi per formatori e cattivita' intersoson materiale divulgativo, le persone (e in particolare i bambini) a sapersi comportare in modo corretto di fronte a mine e ordigni esplosivi. Le attività sono state parzialmente sospese nel 2005 a causa dell'impossibilità di operare con sicurezza, per riprendere nel mese di ottobre e sono continuate fino al 15 maggio 2006. Il programma è stato finanziato da: ECHO, UNMAS-UNDP/Ministero Affari esteri, Campagna italiana contro le mine.

10. Riabilitazioni funzionali al ritorno dei profughi a Soulemaniya (Maggio-Dicembre 2005)
Con il supporto finanziario dell’UNDP, Intersos ha realizzattivita' intersosato una serie di interventi di riabilitazione e risanamento del territorio nell’area di Soulemaniya, in vista del ritorno volontario di profughi curdi dalle aree centrali dell’Iraq ed in particolare dei profughi che hanno vissuto per circa vent’anni nel campo di Al Tash, nei pressi di Ar-Ramadi.
 
11. Assistenza ai profughi ad Al-Tash (Ar-Ramadi) (Dicembre 2003 – Luglio 2005)
Si è trattato di 914 famiglie di profughi iraniani kurdi (5370 persone), fuggiti dall'Iran nel '78-79, accolti prima nel Kurdistan iracheno e poi spostati daSaddam Hussein nei pressi di Ramadi nel 1982. La nuova situazione ha permesso loro il ritorno nel nord dell'Iraq, nelle aree contigue al confine iraniano dove chiedono di poter andare perché lì vivono le loro stesse tribù kurde. Intersos hattivita' intersosa coordinato questa fase di transizione in vista del definitivo trasferimento al Nord iniziato all’inizio del 2005. Grazie al contributo dell’UNHCR, sono state periodicamente distribuite coperte, stufe a kerosene, contenitori per l'acqua, giubbotti per i ragazzi/e, materiale scolastico; sono state ristrutturate due scuole e un ambulatorio; si è provveduto al pagamento dei salari per gli insegnati, i medici e paramedici, i guardiani; sono state avviate attività artigianali.

12. Aiuto urgente alla popolazione di Falluja (Aprile - Maggio 2004)
Grazie alle contribuzioni raccolte dal Tavolo di Solidarietà con le popolazioni dell’Iraq, sono stati inviati medicinali e materiali medicali a Falluja.; si è prestata assistenza alle persone fuggite dalla città sotto assedio e rifugiatesi a Baghdad attorno alle moschee nei quartieri di Amrya, Khadra', Huria, Amel e Al Yarmuk, tramite la distribuzione di alimenti, medicinali, coperte, materassi, stoviglie, kit per l'igiene personale, recipienti per l'acqua potabile.

13. Attività di sostegno e formazione di Associazioni e Organizzazioni Non Governative Irachene (Settembre 2003 – Luglio 2004)
Con il supporto finanziario dell’Unicef e del Tavolo di Solidarietà Iraq, sono stati realizzati corsi di formazione per operatori e attività di supporto ad ONG locali: organizzazione e progettazione, amministrazione e gestione contabile, gestiattivita' intersosone del personale, logistica e acquisti, monitoraggio e reporting di progetto, finanziamento. Le ONG sono finalizzate all'impegno sociale nei quartieri poveri di Baghdad.

14. Aiuto urgente agli anziani rimasti soli (Maggio 2003 - Febbraio 2004)
Si è assicurato a cinque residenze pubbliche per anziani la fornitura di alimenti e medicinali, le riparazioni più urgenti delle infrastrutture, la formazione degli operatori sociali. Si tratta di cinque edifici a Baghdad, Mosul, Karbala,Ad Diwaniya, Bassora, per un totale di circa ottocento anziani rimasti soli, uomini e donne. Alla struttura di Dar Raayeh Musinnim di Baghdad sono stati effettuati lavori di ricostruzione e migliorie per la degenza degli anziani.
L'intervento ha cercato di offrire migliori condizioni di vita. Nella struttura di Baghdad, negli ultimi sei mesi, ci sono stati perfino quattro matrimoni tra gli anziani ospiti. L’intervento è stato realizzato con I contributi di: ECHO, Provincia di Trento, Federazioni sindacali dei Pensionati, AUSER.

Maggio 2008

 
 

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