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INTERSOS
ALLA CONFERENZA UNESCO
sul patrimonio culturale del Kosovo
Parigi 13 maggio 2005
Intervento di Nino Sergi
Direttore Generale, Signore e Signori,
permettetemi di presentarvi il programma che INTERSOS, ONG
umanitaria espressione della società civile, sviluppa
concretamente, giorno dopo giorno, con un approccio che mette
insieme la ricostruzione materiale con la ricostruzione dell'identità
collettiva e la ripresa del dialogo in un contesto post bellico.
La tutela fisica del patrimonio non può essere pienamente
realizzata - ne siamo convinti - che attraverso una presa
di coscienza collettiva del suo valore.
Abbiamo
potuto realizzare questo programma grazie al rapporto di fiducia
costruito durante sette anni di presenza continua con le differenti
comunità del Kosovo, con una trentina di progetti per
aiutarle durante l'esilio e nel ritorno, per la ricostruzione
delle abitazioni, delle scuole, degli ospedali, dei sistemi
idrici, per la bonifica delle case e dei terreni minati e
infine per valorizzare il patrimonio culturale cercando di
creare una coscienza condivisa del suo valore.
Quest'ultimo programma si è basato su quattro elementi
che l'hanno accompagnano nel corso della sua realizzazione:
- cultura e dialogo interculturale (con albanesi,serbi, rom,
egizi e ashkali)
- coinvolgimento e formazione delle comunità al dialogo
- rafforzamento della società civile e delle ONG locali
- sostegno al ritorno e alla reintegrazione
Perché un'organizzazione umanitaria come INTERSOS
s'interessa al patrimonio culturale?
o Perché la sua distruzione materiale simbolizza la
distruzione dell'identità collettiva e dunque la conferma
visibile della divisione e dell'odio
o La ricostruzione, accompagnata dalla ricostruzione della
fiducia e del vivere comune, in un contesto post bellico può
simboleggiare l'avvio di un nuovo percorso, un percorso di
pace che vogliamo e dobbiamo favorire.
Il lavoro d'INTERSOS sul patrimonio culturale è stato
realizzato con:
- la supervisione tecnica, molto attiva, dell'Istituto Centrale
per il Restauro del Ministero dei Beni e Attività Culturali
e il convinto sostegno del Ministero Affari Esteri che ha
finanziato un'ampia parte dei progetti
- l'apporto di esperti locali e internazionali e il sostegno
dell' UNMIK, la missione delle Nazioni Unite in Kosovo, nel
suo ruolo di coordinamento
- una forte attenzione alla formazione delle competenze
- un approccio bilanciato, inclusivo di tutta le comunità
e interessato ai siti del patrimonio serbo-ortodosso come
a quelli del patrimonio ottomano-islamico.
Tra
le attività realizzate, che troverete nella scheda
informativa distribuita, segnalo per gli anni 2000-2004:
- la riabilitazione ed il restauro della Moschea di Bayrakli
(del XV secolo) a Peje/Pec, che è stata incendiata
qualche giorno prima della fine della guerra
- un primo intervento sugli affreschi della chiesa della Vergine
Odigitria del Patriarcato di Pec, con delle analisi sui componenti
dell'intonaco e della pittura, delle prove di pulizia e di
consolidamento dei colori
- la partecipazione all'analisi delle condizioni dei monumenti
della Metohjia, realizzata da Mnemosyne
- il recupero dell'Hamman Haxhi Beut di Peje/Pec e la sua
trasformazione in centro di dialogo culturale
- l'avvio di un sistema di monitoraggio permanente dell'umidità
sugli affreschi delle Chiese del Patriarcato di Pec
- la riabilitazione del Konak Leontije al Monastero di Decan/i
- la riabilitazione del vecchio mulino nella città
di Decan/i e la sua trasformazione in centro culturale
- la formazione sul restauro architettonico
- l'organizzazione di numerose visite culturali e iniziative
di educazione al dialogo; compresa la visita di un centinaio
di giovani e bambini, albanesi, serbi, rom, egizi e ashkali
al Monastero di Decan/i, insieme, per la prima volta dopo
la guerra.
Le attività programmate per il 2005-2006, con il co-finanziamento
del Ministero Affari Esteri italiano sono:
- la riabilitazione e il restauro della Moschea Kurshumli
a Peje/Pec
- la fornitura di strumenti per le attività dei monaci
del Monastero di Decan/i (in particolare per le icone)
- il rilevamento fotogrammetrico, la documentazione degli
affreschi; interventi urgenti di tutela degli affreschi a
rischio distacco nelle chiese del Patriarcato di Pec/Peje
- la formazione on the job
- il proseguimento delle iniziative di dialogo culturale,
compresi dei seminari internazionali con la partecipazione
di esperti, intellettuali e religiosi, albanesi e serbi del
Kosovo e di Serbia e Montenegro.
Le
attività sul patrimonio culturale hanno un valore di
3,3 milioni di euro.
Riassumendo, INTERSOS ritiene che:
- ogni relazione comincia con la conoscenza reciproca
- questa conoscenza favorisce la comprensione e la comunicazione
- il patrimonio culturale è uno strumento prezioso
per favorire queste relazioni e costruire la fiducia e quindi
rafforzare il processo di pacificazione
- un approccio integrato al patrimonio culturale è
essenziale per restaurare, riutilizzare e mantenere vivi e
proteggere questi luoghi unici al mondo
- delle piattaforme, dove tutte le culture possono rappresentarsi
con orgoglio, sono da incoraggiare per costruire pace e coesistenza.
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