BUDAPEST
 
 
 
 
 
 
   
 
   
 
   
 
   
 

Budapest 21 maggio 2008

Dal 19 al 21 maggio si è tenuto a Budapest, presso lo European Youth Center del Consiglio d’Europa , il workshop organizzato dal quartier generale dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) sul tema dei sistemi informativi a supporto delle operazioni nei paesi di intervento.
Intersos, unica ONG operativa sul campo invitata a partecipare, ha condiviso con gli altri partecipanti l’esperienza accumulata in Darfur e Ciad, dove da diversi mesi vengono utilizzati i sistemi webGIS sviluppati in partnership con la Fondazione Bruno Kessler e la MPA Solutions di Trento.
Mediante questi sistemi viene fornito agli operatori di Intersos, a quelli di UNHCR, ed agli altri attori presenti sul campo, l’accesso alle informazioni riguardanti circa 600 villaggi nel Darfur sudoccidentale e circa 300 nel Ciad orientale in modo da poter pianificare al meglio le operazioni.

Intersos ed il WebGIS nella risposta umanitaria

Per riuscire a dare una risposta efficace in una crisi umanitaria bisogna orientarsi in situazioni che sono spesso altamente mutevoli e imprevedibili. L’informazione invecchia in fretta e non è facile avere dati affidabili su come sono distribuite le persone che necessitano dell’aiuto, in che condizioni si trovano e quali sono le risorse disponibili in ciascuna area. Per questo motivo è necessario raccogliere quante più informazioni possibili e monitorarle in continuazione. L’accesso e l’interpretazione di tali informazioni viene facilitato dalla tecnologia GIS (Geographic Information System) ed in particolare dai sistemi WebGIS. A tal fine Intersos, in collaborazione con i partner tecnologici FBK-Irst e MPA Solutions, ha sviluppato una piattaforma WebGIS per il Darfur occidentale ed il Ciad orientale in partnership con l’Alto Commissariato per i Rifugiati (Unhcr) che è operativa dal 2006.
Intersos opera in Darfur fin dallo scoppio della crisi. Le attività a favore degli sfollati si concentrano nell’area a sud di El-Geneina ed in particolare nelle aree di Habila, Forobaranga e Garsila. Una presenza operativa è garantita anche a Bindisi, Gobe, Um-Kher e Deleji ed altri piccoli villaggi. La definizione delle aree e lo sviluppo delle attività sono stati strategicamente studiati anche per coprire le zone di provenienza dei rifugiati (anche quelli che hanno trovato rifugio nel vicino Ciad, dove Intersos lavora nei campi di Djabal e Goz-Amir che accolgono quarantamila rifugiati).
Si tratta inoltre di un’area che, fino all’arrivo di Intersos è rimasta pressoché dimenticata dagli aiuti umanitari. Le popolazioni sfollate continuano a vivere in una situazione critica e di insicurezza.
Proprio per seguire l’evoluzione della situazione Intersos, in partnership con l’Unhcr, sta implementando un programma di profiling e monitoring dei rifugiati e degli sfollati: una sorta di censimento della popolazione e delle risorse presenti nella regione, aggiornato costantemente, al fine di avere un quadro sempre attuale della situazione e poter intervenire di conseguenza.
Nel 2004 i team di raccolta dati hanno condotto una prima visita in oltre 500 villaggi nel Darfur sudoccidentale, che è stata poi ripetuta periodicamente nei mesi successivi. Per ciascun insediamento, mediante un dettagliato modulo cartaceo chiamato village assessemnt form (VAF), vengono raccolte le informazioni sullo stato del villaggio (abitato, abbandonato o distrutto) e la composizione della popolazione prima della crisi e al momento dell’intervista, specificando la quantità di abitanti fuggiti e di quelli rientrati e il numero dei profughi sopraggiunti, e annotando per ciascuno età, sesso, etnia e le altre caratteristiche di rilievo. Inoltre si registrano le risorse disponibili: le case, le fonti d’acqua e gli ambulatori, ma anche lo stato dell’agricoltura e del bestiame e la presenza di operatori internazionali. Si annotano infine i problemi di sicurezza, inclusi quelli legati ai rapporti tra i diversi gruppi comunitari. Ovviamente in un contesto così instabile la fotografia appena scattata invecchia in fretta. Per questo le ricognizioni sono ripetute a intervalli di circa quattro mesi. Così non solo si mantiene un  quadro aggiornato della situazione, ma se ne può seguire l’evoluzione e rendersi conto di cosa sta succedendo.
L’importanza dei dati raccolti è molteplice. Sul piano dell’assistenza pratica, per organizzare con razionalità i soccorsi è essenziale un quadro chiaro e attendibile, per esempio del numero di profughi fuggiti dai rispettivi villaggi, del numero di adulti e bambini, uomini e donne, membri di ogni gruppo presenti in un’area e delle disponibilità di fonti d’acqua o di ambulatori. Il tutto con particolare riferimento alle categorie più vulnerabili, in particolare donne, bambini, anziani, persone con disabilità e cosi via.
Inoltre si possono mettere in luce tempestivamente contesti particolarmente critici, per esempio nel caso di un rapporto tra il numero di persone presenti e quello delle risorse idriche o sanitarie troppo alto (i cosiddetti gap settoriali). Per di più, quando in una zona si registra un miglioramento, è possibile informarne i profughi e chi li assiste, facilitando i ritorni della popolazione nei luoghi di origine.
Infine, comprendere e documentare sul campo quel che accade è importante anche per un altro motivo. Per esempio si può verificare se in una zona in cui ci si aspettavano dei rientri questi si stanno effettivamente verificando, o se invece c’è qualche problema imprevisto che li frena, e dunque si può analizzare cosa c’è che non va e cercare una soluzione. 
Le squadre di operatori che visitano i villaggi sono composte in modo da ridurre al minimo le difficoltà di rapporto con una popolazione già così provata. Sono formate da operatori locali tra i quali sono incluse donne, per facilitare i contatti con la popolazione femminile e degli assistenti sociali.
Una volta che dati vengono raccolti nasce il problema di come poterli gestire, archiviare ed analizzare facilmente ed in maniera flessibile ed è qui che l’utilizzo di tecnologie GIS è fondamentale. Anche perché le informazioni raccolte sono intrinsecamente georeferenziate.
Dopo una prima fase in cui sono state utilizzate applicazioni GIS commerciali ci si è scontrati con una serie di requisiti stringenti provenienti dal campo. Il primo è stato la necessità di avere un sistema che fosse accessibile da diverse postazioni sparse in giro per il mondo, dalle basi operative in Darfur a Khartoum; dal quartier generale di Intersos a Roma al quartier generale di UNHCR a Ginevra. Poi il fatto che i collegamenti internet sul campo sono ben lontani da quelli a disposizione in Europa: collegamenti via modem che spesso sono soggetti ad interruzioni anche prolungate (banalmente perché si esaurisce la benzina nel generatore).  In ultimo la volontà di avere un sistema che fosse potenzialmente aperto e a basso costo in modo da facilitarne la diffusione.
Per rispondere a questi requisiti Intersos, in collaborazione con i partner tecnologici FBK-Irst (www.fbk.eu) e MPA Solutions (www.mpasol.it) con i quali del gennaio del 2007 è stato siglato un accordo volto allo sviluppo di nuove tecnologie a supporto della cooperazione internazionale per l’emergenza umanitaria , ha sviluppato una piattaforma WebGIS (http://webgis-darfur.intersos.org / http://websig-tchad.intersos.org) estremamente flessibile e semplice da utilizzare.
Al fine di rendere queste nuove tecnologie sostenibili e facilmente trasferibili ai principali attori locali, tutte le applicazioni informatiche sono state sviluppate in ambito Free Open Source e svincolate così da licenze proprietarie.
Cosa consente di fare il sistema?

  • Raccogliere, archiviare e richiamare, in modo flessibile e di semplice utilizzo, le informazioni raccolte
  • Aggregare i dati raccolti al fine di identificare ed evidenziare gap settoriali (ad esempio una carenza di punti di accesso all’acqua potabile o di scuole rispetto alla popolazione attualmente presente in una data aerea)
  • Interrogare il sistema in base a specifici criteri (ed esempio sul rispetto degli standard minimi previsti dalle convenzioni internazionali)
  • Realizzare carte tematiche e proiezioni
  • Esportare i dati statistici, report e mappe in formati facilmente condivisibili
  • Integrare immagini satellitari della zona monitorata e sovrapporle alle mappe tematiche realizzate con i dati raccolti
  • Aggiornare le informazioni con continuità
  • Aggiungere informazioni ed immagini di commento ai dati raccolti

A seconda di quel che interessa sapere, si può per esempio chiedere al sistema di visualizzare tutti i villaggi in cui c’è una data quantità di sfollati bambini, o la quantità di rifugiati di una certo gruppo rientrati nelle rispettive zone, o i luoghi in cui si registra una carenza idrica particolarmente acuta. Inoltre grazie al supporto di FBK-irst stanno per esser integrati nella piattaforma WebGIS strumenti per la modellazione dei movimenti delle popolazioni basati sui dati raccolti che consentono di avere ulteriori informazioni sulla situazione.
Il sistema viene utilizzato quindi dagli operatori di Intersos e dalle agenzie delle Nazioni Unite con in testa Unhcr, ma anche dalle altre organizzazioni non governative (ong) operanti nell’area. È inoltre uno strumento che consente di monitorare la presenza internazionale e di evitare che si crei sovrapposizione negli interventi.
Sulla base di questa esperienza è in corso di implementazione un sistema WebGIS di supporto alla gestione ed il coordinamento dei campi rifugiati (CCCM – camp coordination and camp management) sempre in partnership con l’UNHCR.
Il cuore del sistema tecnologico è composto da un geodatabase remoto dove i dati vengono inseriti ed archiviati. L’inserimento viene effettuato mediante una applicazione client. Per venire incontro al problema della frequente indisponibilità delle connessioni, il client può lavorare sia in modalità online che in modalità store-and-forward e cioè i dati vengono inseriti sul computer della persona che ne sta effettuando l’inserimento; non appena la connessione internet è disponibile tali dati vengono inviati al database remoto che li inserirà nel sistema. Da quel momento essi saranno a disposizione di tutti gli utenti per la consultazione. In questo modo si permette agli operatori sul campo di poter sfruttare al meglio il tempo a disposizione e di poter gestire eventuali situazioni di criticità con flessibilità.
Lo stesso client può esser utilizzato da operatori di altre ong che operano in aree dove Intersos non interviene al fine di aumentare la copertura del sistema.
La raccolta dei dati viene effettuata mediante un  village assessment form nel quale sono evidenziate tutte le informazioni rilevanti ai fini della raccolta. Esse sono divise per settori e sono:

  • Posizione geografica (GPS)
  • Tipologia di villaggio/insediamento (abitato, disabitato, distrutto)
  • Dati sulla popolazione e sulla composizione tribale (prima e dopo la crisi, numero di persone fuggite, presenza di rifugiati e/o sfollati provenienti da aree diverse e cosi via)
  • Informazioni sui movimenti e sulla provenienza
  • Informazioni settoriali quali la presenza di punti di accesso all’acqua potabile, scuole, ambulatori, etc
  • Informazioni sull’uso della terra, sulle colture, l’economia, etc.
  • Presenza internazionale

Alla fine del 2007 erano disponibili informazioni su circa 600 villaggi delle aree rurali del Darfur sudoccidentale e circa 320 villaggi in Ciad orientale nell’area di confine.
In futuro, oltre al proseguimento delle attività in Sudan e Ciad, alla implementazione del WebGIS per i CCCM si prevede di implementare un sistema analogo in Yemen a supporto di azioni di protezione nei confronti dei rifugiati provenienti dalla Somalia.
L’infrastruttura tecnologica
L’infrastruttura tecnologica è costituita da una piattaforma che combina moduli software a supporto del portale web, strumenti offline per la gestione dei dati sul campo e moduli per l’implementazione dei modelli predittivi per l’analisi dei gap. In futuro si prevede l’implementazione dei moduli client anche su palmari al fine di facilitare la raccolta dati.
Il sistema, basato su una architettura client/server, è stato interamente sviluppato a partire da strumenti geospaziali di tipo Open Source, come UMN mapserver (http://mapserver.gis.umn.edu/) ed il client web cartografico MapBuilder (http://communitymapbuilder.org/). Per l’analisi avanzata dei dati via web e lo sviluppo di modellistica predittiva e di gap-analysis vengono utilizzate funzionalità del motore statistico R (integrate direttamente nel database in PostgreSQL attraverso l’ambiente Pl/R) ed in futuro verranno messi  a disposizione strumenti utilizzabili attraverso piattaforme GIS Open Source (GRASS e QuantumGIS).
Il Database Management System, la piattaforma server Web, i linguaggi e gli strumenti per l’analisi intelligente dei dati, i Web Service utilizzati e tutte le interfacce sono stati selezionati al fine di essere aggiornati allo stato dell’arte nelle tecnologie del settore e garantire il massimo livello di interoperabilità possibile (a titolo di esempio postgreSQL/postGIS, Apache, protocolli dell’Open Geospatial Consortium come WMS e WFS, AJAX, XHTML, Django).

RISULTATI AGGREGATI E STATISTICHE


 
 

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