| A STIP
E PRILEP PER MIGLIORARE LA FORMAZIONE DEGLI ADOLESCENTI
Sono arrivata a Prilep l'11 se ttembre
per insegnare italiano ai bambini rom e macedoni della scuola elementare
e media. Abbiamo effettuato diverse visite sul campo ed ho trovato
una realtà diversa da quella che si può facilmente
immaginare. Ho avuto la sensazione che nessuno si interessi a loro
e che sia interessato alla loro educazione ed allo studio.
Girando per il campo ho potuto constatare tanta dignità.
Veder condividere a dei bambini un panino perché i soldi
non sono sufficienti per comprarne due. I rom dimostrano una solitudine
che sembra siano obbligati ad accettare come se non fossero persone
normali; questo mi ha suscitato molte perplessità anche se
sarei dovuta essere contenta e soddisfatta di tutto ciò che
sono riuscita a fare.
Ho notato i loro sguardi. Quasi arroganti perché ce l'hanno
con le istituzioni, oppure tristi perché si vergognano di
vivere in quelle condizioni. Questo lo racconto perché questa
esperienza mi ha lasciato cicatrici molto profonde. Persone mal
vestite, bambini scalzi nel fango. La sensazione di gente che non
ha nulla da perdere. Così in un'organizzazione umanitaria
si arriva al punto più importante del nostro lavoro, trovare
il modo di rinnovare il mondo.
Questo viaggio è stato un ritorno verso tutto ciò
che avevo lasciato: "gli alunni". Sono comunque stupita
di me stessa, da molti anni desideravo fare questa esperienza ed
averla potuto realizzare mi ha reso molto felice. Ho visto bambini
molto poveri, diversi, tanto che quando passano, la gente finge
di non vederli ma hanno accolto me con tanta gioia, sono felici,
e frequentano con puntualità la scuola. Ho voluto fare una
cosa che non potevo permettermi negli anni scorsi, aprirmi a nuove
esperienze, allontanarmi per un attimo dalla mia "vita"
ed ho voluto sperimentare e conoscere situazioni di cui avevo sentito
parlare.
La realtà è profondamente diversa. I bambini rom hanno
bisogno di un po' di gioia, di qualcuno che li accarezzi, che li
sorrida e non di una vita miserevole. L'istruzione di cui loro hanno
bisogno è uno dei prodotti più importanti del mondo.
Così sono a Prilep per un mese a dare amore e
lezioni di italiano anche presso il Centro AHP dove gli alunni sono
anche meno seguiti dagli insegnanti, ma al corso sono sempre presenti,
attenti ed affettuosi. Sono stati distribuiti kits scolastici come
ricordo di questo corso e la loro felicità nel riceverlo
è stata immensa.
Gli alunni della scuola Dobre Jovanoski sono tutti sempre presenti,
frequentano la scuola elementare e le medie. Sono molto attenti
anche e alcuni, non molti, non hanno raggiunto un grado di istruzione
pari al loro corso. Sono tutti rom, ordinati e puliti. La scuola
è fatiscente, vetri rotti, aule spoglie, bagni non funzionanti,
banchi e sedie mancanti.
Il Centro Educativo denominato AHP è tenuto bene con ordine
e pulizia. Gli alunni rom sono molto indietro per
l'apprendimento e perfino uno di quarta elementare non è
in grado di mettere la firma. Perciò ritengo che essendo
bambini rom non vengano in alcun modo seguiti dagli insegnanti.
Le mie lezioni e gli argomenti vanno di pari passo nei due corsi
ma al Centro AHP ci sono maggiori difficoltà nell'apprendimento
della lingua e nella pronuncia.
Porterò questa mia esperienza in Italia nelle scuole e cercherò
di poter fare qualcosa ai bambini Rom di Stip e Prilep.
Carmen, operatrice Intersos in Macedonia.
Insegnante in pensione
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