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L’INTEGRAZIONE
PER IL BENE DI ROMA
« Proposta
di un assessorato all’integrazione
nel programma della nuova amministrazione capitolina »
Le Ong e Associazioni
romane invitano ad un incontro con i candidati al Consiglio
comunale e ai Municipi
Sarà presente
il sindaco Walter Veltroni
Martedì 16
maggio, ore 18,30-20,00 presso il Cra-Acea, Via Angelo Battelli,
6 Roma
Seguirà rinfresco |
Roma, in questi ultimi decenni, ha vissuto
una grande trasformazione, graduale ma di ampia portata.
È riuscita a viverla senza gravi traumi, conservando la propria
identità e i propri valori, mantenendo la propria vocazione
di apertura al mondo con un messaggio di dialogo e di pace, riuscendo
ad accogliere persone di ogni continente che si sono inserite in
ambito lavorativo, sociale e politico: si tratta di 242 mila immigrati
regolari e stabili.
L’Amministrazione capitolina che sta per finire
il proprio mandato ha cercato di sviluppare un modello di città
partecipata, solidale, promotrice di sviluppo economico, sociale
e culturale. Ha saputo offrire l’immagine di una città
che appartiene a tutti coloro che vi risiedono e vi lavorano, educando
così all’incontro di civiltà contro la cultura
dello scontro, all’apertura socio-culturale contro ogni forma
di ghettizzazione.
Ha saputo porre i giusti semi per uno sviluppo armonico della città.
Semi che vanno ora curati, coltivati, fatti crescere. Perché
il rischio che possano rinsecchire rimane sempre in agguato.
Rispetto ad altri Paesi europei, come ad esempio
Francia e Gran Bretagna, la presenza dell’immigrazione è
alquanto recente ma rappresenta ormai circa l’8% della popolazione
residente. La globalizzazione porterà inevitabilmente le
nostre società ad una maggiore presenza di immigrati. Si
tratta infatti di un mutamento epocale che può essere regolato
ma non arrestato.
Il problema principale a cui le Amministrazioni locali
devono far fronte è quindi quello dell’integrazione
di queste nuove persone stabilizzate. Solo un’equilibrata
integrazione, basata sui diritti e sui doveri di cittadinanza, può
infatti permettere un salutare sviluppo delle nostre città.
Si tratta di un impegno in cui dovrà essere coinvolta l’intera
collettività per cogliere, in queste nuove presenze e insieme
ad esse, tutte le possibili opportunità di crescita e di
sviluppo.
Il modello francese di integrazione, tendente all’assimilazione,
non è riuscito a rispondervi in modo adeguato. Le tensioni,
specie nelle grandi città, appaiono infatti con sempre maggiore
evidenza. Anche il modello britannico, più disposto al comunitarismo,
ha prodotto in molti casi una cittadinanza di “estranei”.
L’Italia è ancora nella condizione di potere pensare
e promuovere un modello di integrazione che faccia tesoro dei limiti
già sperimentati altrove e sia adatto al nostro modello di
società con le sue dinamiche unificanti e disgreganti. Roma
può rappresentare in questo cammino un importante esempio.
Può e deve: non c’è altra via al suo sviluppo,
infatti, che quella della migliore inclusione ed integrazione e
dei suoi abitanti.
“L’integrazione per il
bene di Roma” quindi: una positiva, equilibrata e
rispettosa integrazione, per il bene di questa città che
amiamo e che è amata dal mondo.
Noi Ong e Associazioni romane, che operiamo
da anni in solidarietà con i paesi da cui molti degli immigrati
provengono, ci adopereremo con l’Amministrazione comunale
perché questa indispensabile integrazione possa avvenire
al meglio. Conosciamo i paesi di provenienza, le loro popolazioni,
i loro problemi insieme alla loro cultura e alla straordinaria ricchezza
di umanità che ancora sanno esprimere. Ci proponiamo come
attori privilegiati in questo dialogo, fatto di umanità,
conoscenza, comprensione e riconoscimento, che deve portare alla
migliore inclusione ed integrazione per il bene della nostra città,
per “il bene di Roma”. Riteniamo infatti di potere contribuire
allo sviluppo del percorso programmatico del Comune su questo tema
per il medio periodo.
Convinti che questa sia una delle questioni principali
a cui nei prossimi anni saremo confrontati, specie nelle grandi
città, chiediamo al Sindaco che governerà
per il prossimo quinquennio di istituire un Assessorato all’Integrazione
che promuova e coordini tutte le iniziative utili a tal fine. Chiediamo
ai prossimi Consiglieri Comunali e agli eletti nei Municipi di favorire
tale scelta dotandola di strumenti e di efficacia a tutti i livelli.
Non si tratta di un Assessorato all’immigrazione, che rischierebbe
di isolare e separare il cittadino immigrato dal resto della cittadinanza,
ma di un Assessorato che riguarda tutti, vecchi e nuovi cittadini,
la loro inclusione e le possibilità di incontro, di conoscenza,
di apprezzamento, di crescita e di sviluppo della città e
dei suoi quartieri, di apertura all’altro e al mondo. Che
riguarda “il bene di Roma” e il suo futuro.
Roma, 9 maggio 2006
Promotori:
Marco Petrini, Magis
Donato Di Santo, Movimondo
Paola Villa, Ipsia-Acli
Nino Sergi, Intersos
Guido Barbera, Cipsi
Anna Maria Donnarumma, Prodocs
Cinzia Giudici, Cosv
Paolo Dieci, Cisp
Giovanna Montagnoli, Vides
Silvia Stilli, Arcs-Arci
Jean Benissan, Anolf
Romano Fratarcangeli, Iscos
Bruno Bruni, Progetto Sud
Sergio Bossoli, Progetto Sviluppo
Alfredo Somoza, Icei
Antonio Chiappetta, Cies
Antonio Lopez y Royo, Ricerca e Cooperazione
Ottavio Tozzo, Alisei
Alvaro Merli, Dokita
Pasquale Ranghelli, Pane e Rose
Lina Tieri, Lidu 2
Mauro Carla, Mar
Elide M. Taviani, Asal
Flavio Cimini, Aifo
Gianni Tarquini, Terre Madri
Olga Jazzarelli, Seniores Italia
Enza Giuntoli, Asi
Claudio Rosati, Comi
Mariuccia Idrato, Alm
Lorenzo Sibona, Engim
Antonello Iuorio, Asfit
Gianni Mori, Ancis
Per aderire all’appello e/o per
confermare la propria presenza, scrivere a:
integrazioneroma@email.it
Nino Santomartino
333.9116428
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