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SEMINARIO INTERNAZIONALE
Cultural
Heritage Protection and Intercultural Dialogue in Kosovo
unesperienza
di cooperazione nel post conflitto
Roma, 5 Dicembre 2005, ore 9
- 18
Ministero degli Affari Esteri
Sala Conferenze Internazionali
INTERSOS in collaborazione con il Ministero degli
Affari Esteri, Cooperazione Italiana allo Sviluppo e il Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, Istituto Centrale per
il Restauro è lieta di invitarLa al seminario dal titolo:
«Protezione del patrimonio culturale e dialogo interculturale
in Kosovo. Un'esperienza di cooperazione nel post conflitto»,
che si terrà il giorno 5 dicembre 2005 presso il Ministero
degli Affari Esteri, Sala Conferenze Internazionali, Roma.
Parteciperanno autorità di: Ministero
della Cultura della Repubblica di Serbia, Belgrado; Ministero della
Cultura dellAmministrazione del Kosovo-Unmik, Pristina; Ministero
Affari Esteri, DG Europa e Cooperazione allo Sviluppo, Roma; Ministero
per i Beni e le Attività Culturali e Istituto Centrale per
il restauro, Roma; Unmik; Unesco; Consiglio dEuropa; Scuola
Normale, Pisa; Chiesa cristiana serbo-ortodossa, Comunità
islamica e Chiesa cristiana cattolica del Kosovo ed Esperti italiani,
serbi e kosovari coinvolti nelle attività realizzate.
Il seminario, tra gli eventi conclusivi delle Giornate
per la Cooperazione italiana, intende presentare le iniziative intraprese
da INTERSOS in Kosovo dal 2000 al 2005 per favorire la ripresa
del dialogo alla fine del violento conflitto. Finita la guerra,
bisogna infatti costruire la pace. Compito difficile, perché
alle motivazioni della guerra si aggiungono gli incalcolabili effetti
di morte e devastazione da essa prodotti nelle identità soggettive
e sociali. Essi colpiscono tutto ciò che è simbolo
visibile della storia, della cultura, della religione, dellidentità
dellaltro, minandone alla radice archetipi e rappresentazioni.
Essi sono lì a ricordare il tentativo di annientamento reciproco
e sono pervasivi nellinfluenzare lanima, i sentimenti
e lintelligenza di un intero popolo. Proprio questa consapevolezza
ha spinto INTERSOS a partecipare con celerità alla ricostruzione
di quanto era stato distrutto: passaggio obbligato per tentare lavvio
della ricostruzione più difficile, quella degli animi e delle
intelligenze.
In Kosovo, dopo gli immediati interventi umanitari
e pur continuando limpegno per il ritorno a casa dei profughi,
INTERSOS ha fatto la scelta di dare avvio ad un programma di alto
valore simbolico che, pur toccando contenuti che sono stati fattori
di divisione tra le due comunità, serba e albanese, potesse
rappresentare unoccasione di confronto costruttivo, di interesse
reciproco e di dialogo.
In quella terra secoli di storia parlano di cultura,
cristiana serbo-ortodossa e ottomano-islamica in particolare, con
espressioni religioso-culturali che rappresentano un patrimonio
incommensurabile per le popolazioni dellarea e per lintera
umanità. La guerra non ha troppi riguardi per la cultura,
né per larte, ancor meno per le religioni. Anzi, nel
caso dellex Jugoslavia, abbiamo visto con quanta stoltezza
e spregiudicatezza la cultura dellodio e della guerra ha usato,
strumentalizzato e deturpato le religioni e, quindi, con quale livore
e ferocia ha attaccato e devastato i suoi simboli: le chiese, le
moschee, i luoghi sacri del culto. In Kosovo moschee e chiese cristiano-ortodosse
sono state bombardate e incendiate forse con maggiore accanimento
e odio rispetto ad altri obiettivi, proprio perché simboli
dellappartenenza alluna o allaltra comunità
etnica.
Rimanendo convinti che la diversità culturale
rappresenti uno dei valori su cui si basa una società pacifica,
sana ed equilibrata, e che comunque e in nessun caso possa essere
ignorata o abolita ma debba invece essere accettata e valorizzata,
abbiamo scelto di fare del patrimonio religioso e culturale, ottomano-islamico
e cristiano serbo-ortodosso, il punto di partenza del nostro impegno
a favore della difficile ripresa del dialogo in Kosovo.
Abbiamo così scelto di riparare e restaurare
la Moschea Bayrakli e di contribuire alla tutela dallumidità
dei preziosissimi affreschi del Patriarcato, di riabilitare il Leontije
konak presso il monastero di Decan/i, patrimonio dellUmanità
Unesco, di riparare e trasformare in centri di dialogo interculturale
lHamam, il bagno turco di Pec/Peja e il vecchio mulino di
Decan/i, di avviare un programma di monitoraggio e tutela degli
affreschi sia nel Patriarcato di Pec/Peja che nella chiesa di Decan/i,
di riabilitare la moschea Kurshumli, di sviluppare visite e incontri
interetnici e interculturali. Ci è parsa la migliore formula
per dare concretezza a quellidea di ricostruzione che inglobasse
anche la cultura e gli animi, che portasse alla riscoperta del proprio
diverso ma al tempo stesso comune passato, del proprio diverso ma
anche comune patrimonio artistico. Lo abbiamo fatto dando, inoltre,
unopportunità a dei giovani kosovari di formarsi alle
pratiche di base del restauro.
Lo scopo del seminario è che i partecipanti:
- condividano le loro esperienze sulla protezione
del patrimonio culturale in questi anni del dopo guerra;
- identifichino il valore e le ragioni culturali
e politiche della necessità di una attiva cooperazione;
- valutino le opportunità di possibili attività
congiunte per la salvaguardia dellinestimabile patrimonio
culturale in Kosovo ne per il rafforzamento del dialogo;
- discutano l'istituzione di un comitato di esperti
regionale per la salvaguardia di tale Patrimonio.
Segreteria organizzativa:
INTERSOS, Via Nizza 154, 00198 Roma
Tel. 06.8537431; Fax 06.85374364
www.intersos.org
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