L’emergenza Haiti e le istituzioni italiane

Comunicato di INTERSOS, 3 febbraio 2010

gli AIUTI UMANITARI ALL’ESTERO aprono seri interrogativi
sulle competenze e i rapporti istituzionali

Le emergenze internazionali hanno suscitato, nell’ultimo decennio, l’attenzione di molti soggetti istituzionali che, in modo spesso disorganico e scoordinato, si sono mossi per portare la ‘loro parte’ di soccorso e solidarietà. L’umana commozione è stata talvolta rafforzata da esigenze di visibilità e protagonismo politico, fino all’occupazione di spazi istituzionali non propri. 
INTERSOS, organizzazione umanitaria per le emergenze, ha potuto seguire negli anni queste problematiche. Ha quindi sentito l’esigenza di aprire, senza alcun intento polemico, un’attenta riflessione in merito, fornendo elementi di conoscenza e di analisi su una materia che tocca così profondamente i sentimenti degli italiani.
L’attenzione è stata in particolare posta sugli ultimi anni, sull’evoluzione della normativa, sulle sue modifiche o singolari interpretazioni e quindi sul cambiamento dei ruoli istituzionali negli interventi umanitari per fronteggiare le emergenze all’estero. Ne è uscito un articolato documento che concentra l’attenzione soprattutto sulle competenze del Ministero degli affari esteri e del Dipartimento della protezione civile, dimostrando come, in questa materia, le legge vigente sia sistematicamente svilita da ripetute ordinanze e perfino da semplici commi inseriti in ordinanze di tutt’altro contenuto. Sembra anche che la stessa Amministrazione degli Esteri non abbia saputo o voluto difendere le proprie prerogative che invece negli altri paesi europei sono severamente difese.
Il documento si articola in trenta paragrafi ed è suddiviso in cinque parti: a) la risposta italiana alle emergenze internazionali; b) i compiti istituzionali del Ministero degli affari esteri e della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo; c) i compiti istituzionali e le aspirazioni del Dipartimento della protezione civile; d) l’utilità dell’intervento della protezione civile anche nelle calamità internazionali e i suoi limiti; e) le possibili sinergie tra i due attori istituzionali e tra questi e le organizzazioni non governative.
Il quadro legislativo in materia di soccorso all’estero è estremamente chiaro e ne stabilisce la competenza al Ministero degli affari esteri, il cui ministro “promuove e coordina nell’ambito del settore pubblico, nonché tra questi e il settore privato, programmi operativi e ogni altra iniziativa”, compresi “l’invio di missioni di soccorso … interventi imperniati sulla sanità … le infrastrutture di base … indispensabili per l’immediato soddisfacimento dei bisogni fondamentali dell’uomo in aree colpite da calamità …” E’ prevista anche l’intesa con il Dipartimento della protezione civile per la realizzazione degli interventi.
Per Haiti, ancor più che per lo Sri Lanka, vi è stato un radicale ribaltamento. Un’ordinanza del Presidente del Consiglio ha di fatto annullato lo spazio e l’azione del Ministero degli esteri con l’affidamento del coordinamento di tutti gli interventi pubblici al Dipartimento della protezione civile, insieme alla dotazione di un fondo operativo e la possibilità di agire in deroga alle disposizioni della contabilità dello Stato.  Ciò che è stato negato al Ministero per legge preposto agli interventi di cooperazione e di emergenza all’estero, viene concesso ad altra istituzione, benemerita ma con competenze istituzionali diverse, anche se talvolta operativamente coincidenti con quelle affidate per legge ad altra istituzione.
L’esigenza di analizzare, approfondire e fare chiarezza deriva proprio dal fatto che qualcosa, nel cammino fatto finora, va forse rivista. Ed è bene farlo presto, anche per sapere quale istituzione parteciperà alla conferenza dei Paesi donatori per la ricostruzione di Haiti nel prossimo mese di marzo: il Ministero degli esteri/D.G. Cooperazione allo sviluppo o la Presidenza del Consiglio/Dipartimento della protezione civile?

Per maggiori informazioni:
Paola Amicucci
328.0003609-06.85374332 - comunicazione@intersos.org

 

© 2008 Intersos