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COMUNICATO
L’Afghanistan e le prossime
decisioni del governo
Comunicato delle Ong del Forum
Solint (Cisp, Coopi, Cosv, Intersos, Movimondo), 26 giugno 2006
Ampio ed utile è il dibattito sulle missioni
militari dell’Italia. Occorre ora che si evitino decisioni
frettolose su un problema complesso e non semplificabile, che tocca
vari aspetti della politica internazionale ed interna del nostro
paese.
La presenza in Afghanistan esige a breve un voto del parlamento.
In così pochi giorni, di fronte a una grande varietà
di opinioni, comprese posizioni talvolta preconcette, sarebbe opportuno
che il Governo con la sua coalizione esprimesse un forte
segnale politico che indichi con chiarezza la direzione in cui muoversi
piuttosto che scelte definitive ancora non sufficientemente ponderate.
Anche al fine di rendere trasparente una missione
divenuta alquanto confusa, tre sono a nostro avviso i punti che
dovrebbero essere evidenziati:
- La fine, in tempi da concordare ma rapidi,
della partecipazione all’operazione Enduring Freedom.
- La richiesta, in sede NATO, di una seria
valutazione dell’operazione ISAF, degli obiettivi, strategie,
modalità operative, sovrapposizioni con Enduring Freedom,
esigendo chiarezza al fine di assumere decisioni coerenti.
- L’ampliamento del programma di aiuto
e cooperazione a supporto delle realtà pubbliche e della
società in Afghanistan.
L’Italia, infatti, anche se in misura ormai
molto ridotta, partecipa all’operazione di guerra al terrorismo
“Enduring Freedom”. Si tratta di un’iniziativa
unilaterale, a comando americano, che spesso si sovrappone all’operazione
NATO/ISAF creando confusione di obiettivi e annullando, anche agli
occhi della popolazione afgana, la necessaria distinzione tra le
due missioni.
L’operazione ISAF, iniziativa multilaterale,
concordata con le rappresentanze afgane, legittimata da una previa
risoluzione dell’ONU, ha il mandato di garantire la sicurezza
assistendo le Autorità afgane. Gli obiettivi dell’ISAF
sono ora alquanto confusi dato che è andata sostituendo,
specie nell’attuale fase di apertura alle aree meridionali
e orientali, l’Enduring Freedom. Il Governo italiano deve
esigere chiarezza e valutare nei prossimi mesi se e con quale presenza
potrà garantire la continuazione della partecipazione all’operazione
ISAF.
La cooperazione e l’aiuto umanitario hanno
già dato positivi risultati: vanno ora ampliati, in stretto
legame con le istituzioni afgane, al fine di rispondere ai bisogni
primari delle popolazioni.

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