Kabul. RIABILITAZIONE DELL’Ospedale Khair Khana
Grande impegno di Intersos, delle Nazioni Unite
e della Cooperazione Italiana. Finalmente si vede anche l’impegno afgano.
Intersos è stata impegnata tra il 2002 ed il 2003 nella ristrutturazione ed ampliamento dell’ospedale Khair Khana di Kabul, in un programma dell’agenzia dell’Onu UNFPA finanziato dalla Cooperazione italiana. Alla fine dei lavori la struttura è stata collaudata e consegnata al Ministero della Salute afgano per la sua gestione, cura e manutenzione. Alla Municipalità di Kabul spettava l’allacciamento alla rete fognaria. Ciò non è purtroppo avvenuto. Inoltre, la cattiva gestione, l’assenza di qualsiasi manutenzione e la modifica arbitraria di impianti con furti di apparecchiature fanno sì che l’ospedale, pur continuando a funzionare con circa 200 tra medici, infermieri, tecnici e ausiliari, versi in condizioni precarie.
A partire da questa situazione di deterioramento, che Intersos trova deprecabile, qualcuno ha ipotizzato brogli tra Nazioni Unite ed Intersos ai danni dell’ospedale, collegandoli alla diffusa corruzione che domina in Afghanistan.
Avendo da sempre combattuto ogni forma di corruzione e sapendo di aver operato nella massima correttezza e nel rispetto degli impegni assunti, da parte nostra abbiamo fornito prontamente ogni informazione con la massima trasparenza e serenità. Spesso non si è tenuto conto delle informazioni (sempre documentate) che sono state fornite perché avrebbero smontato lo “scoop scandalistico”. Talvolta sono state utilizzate in maniera strumentale o estrapolate al di fuori del loro contesto originale, dando una visione non veritiera della situazione, alla forzata ricerca dello scoop.
Purtroppo, quando la macchina mediatica si mette in moto, in particolare attraverso internet e la TV, è impossibile seguirla ed è impossibile a volte difendersi e tutelare la propria immagine nelle centinaia di siti e blog che riprendono senza alcuna verifica lo scoop, spesso commentandolo con insulti che assolutamente non meritiamo e che rappresentano una violenza e ingiustizia inaudita e contro cui si riesce a fare ben poco. Ecco il vero scandalo.
Continuiamo quindi ad usare il nostro sito per raccontare dettagliatamente e documentare la verità dei fatti, come abbiamo fatto in modo continuativo dal dicembre 2008.
Ed ecco la vera storia dell’ospedale Khair Khana di Kabul.
Nel 2002, INTERSOS è stata selezionata per la realizzazione di un progetto di riabilitazione e ampliamento dell’ospedale “Khair Khana”, 52 letti, in un’area popolare di Kabul. L’ospedale entrava nella programmazione dell’UNFPA, United Nations Population Fund, in Afghanistan ed è stato finanziato dalla Cooperazione Italiana. Il progetto è stato realizzato sotto la quotidiana supervisione di un Senior Technical Advisor dell’UNFPA ed è stato controllato e valutato dall’UNOPS, UN Office for Project Services, con varie missioni di monitoraggio di un Project Engineer. Alla fine dei lavori, nel maggio 2003, l’ospedale è stato ispezionato da una commissione coordinata dal direttore del Dipartimento costruzioni del Ministero della Salute afgano. Una nuova ispezione è stata effettuata allo scadere dell’anno di responsabilità contrattuale di Intersos, nel maggio 2004.
INTERSOS ha garantito la progettazione, il coordinamento e la direzione-lavori, l’acquisto e il trasporto dei materiali per la ricostruzione, l’organizzazione, il supporto logistico e amministrativo. Ha impiegato quattro operatori italiani: un coordinatore con decennale esperienza nelle aree di crisi e precedente esperienza in Afghanistan, un architetto con decennale esperienza in Italia e all’estero, un ingegnere responsabile, con consolidata esperienza di strutture ospedaliere nella regione Trentino-Alto Adige, un geometra capo-cantiere con alle spalle 35 anni di cantieri edili all’estero, oltre ad una decina di operatori afgani per la logistica e l’amministrazione. I lavori sono stati realizzati da imprese afgane, mentre gli acquisti dei materiali, attrezzature e apparecchiature sono stati fatti parte in Pakistan e parte in Italia, sotto il controllo del Senior Technical Advisor dell’UNFPA.
La Municipalità di Kabul e il Ministero della Salute afgano hanno approvato la progettazione dei lav ori, così come programmati, e i relativi disegni. Hanno richiesto adattamenti e seguito le varie fasi dei lavori fino alla consegna e alla presa in carico dell’ospedale.
L’intervento aveva carattere di riabilitazione di urgenza e di ampliamento a 102 letti, con una previsione di sette mesi effettivi di lavoro, 15 agosto 2002 – 15 marzo 2003, divenuti complessivamente quasi nove a causa del periodo invernale, delle feste religiose e di alcuni ritardi logistici e organizzativi.
UNOPS ha provveduto alla verifica della congruità dei costi, alla formalizzazione del contratto e ai pagamenti per stati di avanzamento, dopo aver verificato e approvato l’esattezza, la qualità e la quantità dei lavori, degli acquisti effettuati e delle attività connesse. INTERSOS ha consegnato a UNOPS cinque copie della relazione finale con la documentazione tecnica relativa ai disegni, ai lavori, agli acquisti effettuati, ai manuali d’uso, composta di vari quaderni in formato A4 e A3. Tale documentazione è stata così distribuita: 2 copie al Ministero della Salute, 1 copia all’ospedale, 1 copia all’UNFPA, 1 copia all’UNOPS.
La struttura ospedaliera è stata consegnata il 1° Maggio 2003 all’UN FPA che ne ha assunto formalmente la custodia e la responsabilità congiuntamente al Ministero della Salute afgano, mentre l’ospedale è stato ufficialmente inaugurato il 14 luglio 2003 alla presenza di autorità afgane, italiane e internazionali (http://www.unfpa.org/news/news.cfm?ID=359&Language=1). Spettava all’UNFPA fornire le attrezzature ospedaliere e garantire, con il Ministero della Salute, il monitoraggio, la formazione e l’assistenza alla sua gestione e manutenzione.
Alla fine dell’anno di garanzia, nel maggio 2004 una commissione di valutazione - composta dal Direttore del Dipartimento Costruzioni del Ministero della Salute, il Direttore dell’ospedale, il Vice-Capo operazioni e il Program Officer di UNFPA, il Program Officer e il Project Engineer di UNOPS, il Capo Missione, l’Ingegnere e l’Amministratore di INTERSOS - ha ispezionato l’ospedale. A nome della commissione, UNOPS ha richiesto ad INTERSOS alcune informazioni tecniche, che sono state prontamente fornite. UNOPS ha quindi rilasciato il Final Handing Over Certificate.
L'ospedale è stato visitato da molti rappresentanti istituzionali e non, afgani, italiani e internazionali. Si veda ad esempio http://www.unfpa.org/news/news.cfm?ID=482 e il servizio fotografico allegato.
A l Ministero della Salute afgano spettava di reinserire la nuova struttura nella propria rete sanitaria e amministrativa nazionale, garantendone il personale necessario, la formazione, l’organizzazione, la gestione e la manutenzione e il controllo. All’Amministrazione di Kabul spettava di fornire l’elettricità e provvedere alla rete fognaria esterna e gli allacciamenti ad essa, secondo gli accordi presi nel 2002 quando era stata richiesta, e concessa, parte del terreno dell’ospedale per l’ampliamento della strada e le opere fognarie.
Si era supposto che l’Amministrazione afgana, governativa e municipale, avrebbero garantito il funzionamento dell’ospedale, dato che non si trattava di una struttura ex novo ma di riabilitazione e ampliamento di una struttura già esistente. Purtroppo, l’Amministrazione di Kabul non ha provveduto ai lavori di sua competenza e il Ministero della Salute non ha assicurato sostegno e assistenza all’ospedale.
Oltre a ciò, nella primavera 2004, un forte terremoto (6,8° Richter) ha provocato alcune screpolature che andavano riparate, per evitare infiltrazioni di acqua piovana, con semplice m anutenzione ordinaria, dato che la verifica tecnica della struttura ha dimostrato la perfetta tenuta dell’edificio. Nessuno vi ha provveduto, e la direzione dell’ospedale ha lasciato che per anni l’inverno e il ghiaccio ampliassero il danno.
La cattiva gestione ha compreso anche gravi variazioni non autorizzate e non previste dal progetto approvato e furti di apparecchiature (spostamento di macchinari in locali non adatti e non protetti, variazione della destinazione d’uso di alcuni locali con utilizzo errato dell’impianto elettrico e conseguenti bruciature e fusioni, scomparsa dei condizionatori e sostituzione con ventilatori appesi ai ferri portanti della soletta, apertura impropria di nuove finestre in ambienti sterili quali la sala chirurgica, sostituzioni di apparecchiature igieniche con altre di minore qualità con manomissione delle condutture e conseguenti infiltrazioni, ecc.).
Le conseguenze dell’insufficiente gestione, cura e manutenzione della struttura, delle manomissioni e dei furti si sono fatte sentire presto: l’ospedale si è man mano deteriorato.
Nel 2005-2006 le Autorità afgane, tramite il Procuratore Generale hanno dato inizio ad una investigazione per verificare la correttezza dell’esecuzione del progetto. Le richieste pervenuteci prevedevano: analisi della documentazione e della reportistica (peraltro già consegnata da UNOPS alle Autorità afgane nel 2003 alla chiusura delle attività), dei contratti, delle spese per le costruzioni, delle forniture e dei costi indiretti. Abbiamo ritenuto doveroso collaborare pienamente, fornendo alla Procura Generale tutta la documentazione che ci veniva richiesta.
E’ seguita anche la diffusione in Afganistan di notizie non attentamente verificate e totalmente infondate che hanno puntato allo screditamento di INTERSOS, di UNOPS, di UNFPA ed indirettamente dei fondi italiani resi disponibili per l’intervento. Anche qualche Blog e TV internazionali hanno ripreso la “notizia”. Sia UNOPS che l’Ambasciata Italiana a Kabul sono più volte intervenuti, anche per iscritto, per sostenere con decisione la correttezza dell’operato svolto.
Abbiamo finora prestato attenzione alle richieste pervenuteci, ritenendo corretto fornire il massimo di informazioni in modo trasparente. Continueremo a farlo. Ma, di fronte alla scorrettezza di alcuni giornalisti (pochi per la verità, occorre sottolinearlo) che, pur avendo le informazioni e conoscendo la realtà dei fatti, li ignorano deliberatamente o li mostrano in forma ambigua, scegliendo e legando frasi al di f uori del loro contesto per potere mantenere la “notizia” e lo scoop scandalistico, INTERSOS ha proceduto e procederà per le vie legali chiedendo anche il risarcimento dei gravi danni all’immagine dell’organizzazione.
Il Guardian ha immediatamente ritirato un filmato dal proprio sito e così ha fatto You Tube ad ogni nostra segnalazione. Continua invece a circolare un video, uscito per la prima volta su Canal Plus, che presenta l’ospedale Khair Khana all’interno di un ampio discorso sulla corruzione in Afghanistan (alla quale avrebbe partecipato INTERSOS), pur avendo l’autore la conoscenza e la documentazione dei fatti. Contro l’autore e la società di produzione si sta procedendo legalmente, dato il danno che INTERSOS sta subendo, con la circolazione della parte del video che lo riguarda in alcuni circuiti televisivi internazionali.
Non cesseranno comunque i nostri sforzi per favorire e sostenere l’assunzione dell’ospedale da parte delle Autorità afgane. Cooperare significa impegno reciproco e reciproca assunzione di responsabilità. Fino a qualche mese fa, ci spiace dirlo dato l’affetto per questo paese e per la sua gente, tale assunzione di responsabilità è mancata da parte afgana, ed è stato troppo facile, oltre che profondamente ingiusto, scaricare e fare scaricare su una Ong straniera le proprie negligenze.
Una speranza incomincia però ad esserci e va salutata con gioia.
La Direzione dell’ospedale, responsabile dell’incuria e del degrado negli anni passati, è stata sostituita nel 2009 da nuove persone che stanno manifestato una ben diversa volontà e un rinnovato impegno per riportare l’ospedale, che comunque ha sempre funzionato, alla sua piena funzionalità. INTERSOS ne è veramente felice.
La nuova Direzione ha ora ottenuto anche la fiducia della Banca Mondiale che si è resa disponibile a sostenerla e a sostenere l’ospedale in questa nuova fase.
A coloro - pochi, per la verità - che senza scrupolo hanno stravolto la realtà dei fatti all’ossessionata ricerca di uno “scoop” scandalistico inesistente (e a quelli che l’hanno ripreso senza alcuna verifica), ingannando l’opinione pubblica con immagini vere ma presentate in modo ingannevole e talvolta falso, inserendo la ricostruzione dell’ospedale nel 2002 tra gli esempi della corruzione in Afghanistan, va tutta la nostra disistima.
Di seguito, alcuni dati che contribuiscono a dare trasparenza a quanto esplicitato sopra
1) Sintesi dei costi:
CONTRACT UNOPS – INTERSOS, PS 120255 |
Rehabilitation of the Khair Khana Hospital - Kabul |
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US $ |
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Constructions - Total - |
879.331,35 |
Rehabilitation and construction works |
788.331,35 |
Consultancy and project printings |
11.000,00 |
Demolition of pre-existing structures |
80.000,00 |
|
|
Procurement - Total - |
693.502,16 |
Materials supply |
532.568,74 |
Transportation cost and shipment of materials |
105.280,25 |
Communication costs |
37.719,62 |
Computer equipment and stationary |
17.933,54 |
|
|
Supporting Cost - Total - |
357.166,49 |
International and local staff - Engineer, Construction expert, part-time Program coordinator; administration and logistic (10 people) |
182.388,50 |
Overheads plus Kabul and Peshawar offices supporting costs |
110.112,87 |
Change difference - loss - |
58.493,63 |
Bank guarantee cost |
6.171,49 |
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Grand Total |
1.930.000,00 |
2) RAPPORTO FINALE: “Rehabilitation of Khair Khana 52-Bed Hospital in Kabul, Afghanistan” >>>
FOTO DEI LAVORI>>>
MATERIALI >>>
CALCOLI STRUTTURALI >>>
FOTO DELL’INAUGURAZIONE>>>
3) Presentazione dell’ospedale da parte della Nuova Direzione>>>
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