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COMUNICATO STAMPA
IL SENATO DECIDA PER IL BENE
DEL POPOLO AFGHANO
Roma 24 luglio 2006. Mercoledì
26 il Senato si pronuncerà sulle missioni militari internazionali
ed in particolare sulla partecipazione italiana all’Isaf/Nato
in Afghanistan.
Le 7 Ong (Alisei, Aispo,
Cesvi, Coopi, Cosv, Gvc, Intersos) dell’Associazione
ONG italiane che operano in Afghanistan che costantemente si coordinano
nell’ambito del gruppo “Cooperazione in contesti
di guerra” confermano la necessità che sia
tenuta distinta l’azione militare da quella civile e umanitaria
nel paese. Le Ong operano infatti da sempre in piena autonomia
e indipendenza, con proprie finalità e identità. La
sovrapposizione tra l’operazione di guerra Enduring Freedom
e l’operazione di stabilizzazione e sicurezza Isaf
ha creato infatti confusione anche agli occhi delle popolazioni
afgane. Ed è questa confusione che ha portato le
nostre Ong a rifiutare di operare contigue al PRT italiano nella
provincia di Herat, mentre continuano ad essere attive in altre
province.
“Chiediamo che sia fatta la massima
chiarezza sul mandato dell’Isaf - afferma Sergio Marelli,
presidente Associazione ONG italiane - e sulle sue regole di ingaggio
al fine di assicurare che la legittima presenza multilaterale
di stabilizzazione e sicurezza rimanga tale e non si trasformi in
alcun caso in operazione di guerra”.
La decisione del Governo italiano di uscire dall’Iraq e dall’operazione
Enduring Freedom in Afghanistan rappresenta un forte segnale
di cambiamento, che va assolutamente mantenuto, nel rifiuto della
guerra come strumento per la soluzione delle controversie internazionali.
Frutto di un accordo condiviso e formalizzato da
una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU, la missione Isaf
a tutela e supporto delle istituzioni afgane non è un atto
di guerra, ma uno sforzo multilaterale per aiutare la stabilizzazione
del paese.
“Deve però rimanere fedele al mandato ricevuto:
- continua Marelli - sostenere le istituzioni afgane
nel governo e nella ricostruzione del paese garantendo la sicurezza
del territorio e delle popolazioni”.
Secondo le Ong del gruppo “Cooperazione
in contesti di guerra” è questo che va assolutamente
verificato, valutato e garantito da parte della Comunità
internazionale. E’ questo che il Governo italiano deve poter
assicurare e che il Parlamento deve monitorare nel prossimo futuro.
Anche se la situazione afgana è carica di
problemi, di errori, senza visione politica chiara, anche se va
radicalmente ripensata l’azione di sostegno internazionale
alla rinascita del paese, la presenza di una legittima forza di
stabilizzazione multilaterale mantiene tuttora la sua importanza.
“Il ritiro dei contingenti Isaf
non sarebbe senza conseguenze per le popolazioni”
– conclude Marelli.
Lo scenario sarebbe l’avvio di feroci scontri tra capi tribali
per l’acquisizione di spazi di potere o il ritorno del regime
talebano, altrettanto feroce e oscuro, con le sue pubbliche esemplari
atrocità.
“Le popolazioni afgane, che sono la nostra priorità,
non ne trarrebbero in ogni caso giovamento”.
Paola Amicucci
Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane –
email: ufficio.stampa@ong.it
Tel: 06 6832061 – 328.0003609; Fax: 06 6872373
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